Beach Soccer :Parla Capitan Frainetti, “Terracina, ripartiamo insieme”

Gli addii di Spada e Palmacci, la mancata qualificazione all’Euro Winners Cup di Nazaré, la diaspora dei giovani verso la Lazio Beach Soccer. La stagione 2017 del Terracina Beach Soccer non è iniziata nel migliore dei modi e le vittorie in serie che hanno permesso alla squadra del Presidente Fulvio Carocci di guadagnarsi l’appellativo di “squadra più titolata d’Italia” sembrano ora lontane anni luce.

Un punto fermo della squadra biancoceleste, anche quest’anno, sarà Alessio Frainetti, insignito della fascia di capitano dopo la cessione di Palmacci. Colonna storica del Terracina BS e reduce dal Mondiale con la Nazionale, il numero 20 terracinese si dice rammaricato per le cessioni dei suoi compagni di squadra e vittorie, ma allo stesso tempo sereno e desideroso di zittire tutte le voci negative che gravitano attorno alla sua squadra.

– Alessio, partiamo dalla Nazionale. Come giudichi il quarto posto ottenuto nel Mondiale appena andato in archivio? Al netto della sconfitta contro i “marziani” brasiliani, resta un po’ di rammarico per non aver centrato il podio nella “finalina” contro l’Iran?

Il Mondiale è stata una bellissima avventura, dove purtroppo siamo stati penalizzati da diversi fattori, in primis, il fatto di non aver preparato la competizione come due anni fa. Ci siamo radunati soltanto per 6 volte prima di partire alla volta delle Bahamas: poco per affrontare il torneo più importante di questo sport. Sapevamo fin dall’inizio che – al netto di eventuali sorprese – avremmo affrontato il Brasile nel tabellone finale in una sorta di finale anticipata. Il Brasile ha una squadra di livello assoluto, programmata per vincere anche nei prossimi anni, ma sono convinto che abbiamo dato tutti il massimo e ottenuto il miglior piazzamento possibile, anche al netto dei problemi di preparazione di cui sopra, acuiti dal fatto che nessuno di noi gioca a Beach Soccer anche durante i mesi invernali. Forse l’unico vero rammarico resta quello di non essere saliti sul podio, visto che con l’Iran avevamo vinto – seppur soffrendo – nella fase a gironi. L’essere arrivati primi tra le Nazionali Europee resta comunque un risultato da non sottovalutare.

– Quanto ti inorgoglisce indossare la maglia azzurra da Terracinese? Che sensazioni si provano ad essere uno dei punti fermi della Nazionale?

Indossare la maglia della Nazionale è sempre motivo di orgoglio. Dal primo giorno di allenamento fino all’ultima partita del Mondiale, ogni volta ho provato le stesse emozioni, come se fosse un esordio. Anzi, forse più passa il tempo e più l’impatto emotivo è elevato. Giocare un Mondiale è un qualcosa di straordinario, se penso a quando ho iniziato a giocare a Beach Soccer e guardo dove sono arrivato finora – con due competizioni iridate alle spalle vissute da protagonista e quasi 80 presenze in maglia azzurra – mi viene la pelle d’oca…

– Con un budget per la campagna acquisti limitato, credi che un settore giovanile molto ben curato – come quello che tu ed altri tesserati del Terracina BS avete allestito – possa effettivamente fungere da serbatoio per la prima squadra?

Il progetto del settore giovanile nasce due anni fa, grazie al fondamentale contributo dei giocatori Simone e Matteo Olleia, Minchella e gli istruttori Adelmo Saccoccia e Simone Mandatori, proprio perché credevamo impensabile che una società importante come il Terracina Beach Soccer non avesse ancora un buon vivaio da cui attingere nuovi giocatori a costo zero. Il nostro obiettivo è quello di preparare i ragazzi a questa disciplina, sia perché rappresentano il futuro, sia per rinverdire il movimento del beach soccer terracinese e nazionale.

– Che Terracina vedremo in questa stagione? Si parla di una squadra quasi interamente formata da terracinesi…

Sicuramente sarà un Terracina ridimensionato dal punto di vista tecnico, perché le cessioni di Spada e Palmacci, oltre a quelle degli altri giovani che sono stati con noi la scorsa stagione, peseranno durante tutto l’arco della stagione. Ma nello sport i cicli finiscono e bisogna essere capaci di ripartire. Per il Terracina BS è arrivato il momento di ricominciare, gettando le basi per poi creare qualcosa di importante nel prossimo biennio. Noi siamo carichi e affronteremo la nuova stagione passo dopo passo, a cominciare dal primo appuntamento – la Coppa Italia – che giocheremo davanti al nostro pubblico, poi cercheremo in ogni modo di qualificarci per la Poule Scudetto, e infine speriamo di giocarci il tutto per tutto sicuramente più preparati dopo due mesi di allenamento insieme.

– Da Capitano, credi di restare a vita nel Terracina Beach Soccer?

La fascia di capitano è sicuramente uno stimolo in più, soprattutto perché già indossata da giocatori straordinari del calibro di Palmacci, D’Amico, Feudi e Pasquali, capaci di scrivere la storia della Nazionale e di questo sport in generale. Se mi guardo alle spalle, come ho spiegato prima, arrivare a giocare una stagione da Capitano della squadra più titolata d’Italia è un vero e proprio sogno ad occhi aperti. Il mio obiettivo è quello di rimanere sempre qui, perché oltre che con i tifosi, la società e i compagni di squadra, ho un amore incondizionato per i miei ragazzi del settore giovanile, ed è anche – e soprattutto – per loro che sono rimasto in questa squadra. Questo è il mio lavoro, mi occupo di bambini e ragazzi a 360° durante l’anno, con l’obiettivo di farli divertire, dandogli la possibilità di vivere lo stesso mio sogno.

Fabrizio Azzoli per Terrasport.it

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