Asd Gaeta 2010: Gli Auguri di Buona Pasqua per il Presidente Marco Crocco e bilancio di fine stagione!

La Pasqua 2020 la ricorderemo certamente tutti quanti, dai più piccoli ai più grandi, senza eccezione alcuna. Dopo un lungo periodo di assenza dallo scenario calcistico e non solo, in prossimità della Santa Pasqua, il cuore mi spinge a spendere due parole nei confronti di tutti quelli che hanno condiviso con me questa mia nuova esperienza calcistica, che mi ha visto presidente della ASD Gaeta 2010. Molti sono stati i momenti di gioia vissuti sugli spalti e non solo. Sempre è riecheggiata nell’aria dello stadio del Riciniello una grande voglia di ottenere il grande riscatto per la squadra della Citta di Gaeta. Siamo stati lì per tutto il campionato, sulla vetta della classifica, sempre tra le primissime posizioni, occupando anche la prima. Abbiamo spesso sognato, festeggiando quando potevamo, e rattristandoci quando gli eventi non sono risultati del tutto favorevoli. Ma non abbiamo mai vissuto momenti di rammarico per non aver fatto quello che dovevamo e potevamo fare. Questo perché, in ogni condotta, abbiamo messo il cuore avanti e poi a seguire tutta la nostra anima. Il campionato giocato è stato per me entusiasmante, vivendo momenti di grandissima emozione. Ogni partita è stata diversa dall’altra, con la reale consapevolezza che nessuna potesse considerarsi più semplice per i nostri o meno importante. Ogni gol subito è stato un colpo al cuore, ma ogni gol fatto dai nostri grandi giocatori, i veri protagonisti di ogni domenica, ha sempre suscitato in me una gioia così grande da farmi scordare la tristezza dei gol patiti.
Ricordo la festosa coreografia organizzata in occasione del grande Derby con la squadra amica del Formia e la grande gioia per la vittoria in casa al Riciniello. Non certo per la rivalità tra le due squadre ma per l’entusiasmo che ha sempre suscitato e sempre susciterà un incontro sportivo come un derby.
Altrettanto piacevole la scommessa vinta sugli spalti per aver riempito il Riciniello in occasione dell’incontro con l’Ausonia, al termine del quale, nonostante la sconfitta in casa, abbiamo voluto festeggiare con i giocatori e la dirigenza, perché il vero sport non è solo quello che deve farti necessariamente vincere in campo. La vittoria è anche quella di vedere gli spalti pieni di tifosi, percepire la voglia della “Vecchia Guardia” di riorganizzare il tifo, coprendo gli spalti del Riciniello con lo storico striscione che cantava più di un coro di 1.000 persone, i ragazzini con la bandiera in mano a incoraggiare i giocatori, strillando “Gaeta, Gaeta”, inneggiando i nomi storici dei giocatori gaetani.
Momenti particolarmente toccanti che rimarranno sempre nel mio cuore, purtroppo bruscamente interrotti da questa maledetta Pandemia che ha segnato, in maniera indelebile e negativa, anche il nostro bel percorso sportivo. Mi preme precisare che nulla è a paragone delle vite spezzate, delle sofferenze di chi il male lo ha incontrato personalmente o su un proprio caro.
Una tempesta infestante che ha travolto tutti e che non si potrà mai scordare.
Comunque vada, ovunque saremo, qualsiasi cosa faremo nel nostro futuro sarà condizionata da questa maledettissima epidemia.
L’epilogo dello stesso campionato in corso, qualsiasi sia la scelta della Lega Nazionale, non potrà mai più essere lo stesso. Chiunque vincerà questo campionato o chiunque avrà accesso al successivo girone non vivrà la stessa emozione che avrebbe vissuto giocando tutte e 34 le partite di campionato, magari battendosi con tutte le forze fino all’ultimo minuto dell’ultima partita. Stessa cosa per chi è in zona retrocessione. Qualsiasi sia la scelta sarà giusta per alcuni e ingiusta per altri. Mi sento di dire che una scelta la Lega la dovrà necessariamente adottare, sarà difficile anche per loro, perché in ogni caso non gli resterà che scegliere il male peggiore. Ben diversa della scelta migliore. Qualcuno passivamente gioverà della scelta e altri la subiranno con tristezza. Ma d’altronde in questo periodo comunque vada saremo tutti tristi.
Vorrei però che questa Pasqua segnasse una vera rinascita della vita e perché dello stesso sport. Che possa dare a tutti noi la possibilità di rivalutare l’interpretazione che solitamente si è data alle cose, agli eventi, ai rapporti e alla vita in genere.
Chiudo con i ringraziamenti e con gli auguri di Buona Pasqua a tutti quelli che hanno partecipato fattivamente a questa parte di campionato bruscamente interrotto. Ringrazio la Stampa, vicina e lontana, ma sempre attenta a informare e a diffondere le notizie importanti di questo splendido sport, che pur disputato in ambito locale regionale, attira tanto interesse. Un plauso al nostro addetto stampa Vito Coppola, che oltre al suo si è sempre reso pronto a fare di più e sempre con passione e professionalità. Allo staff tecnico e ai giocatori tutti, che hanno sempre mostrato un forte attaccamento ai colori bianco rosso della maglietta che indossano e che costituiscono il fulcro essenziale del nostro gioco del calcio. Ai tifosi che hanno colorato lo stadio e che hanno cantato gridi di incitazione ai nostri tifosi. Alle forze dell’ordine che hanno permesso a tutti di farci godere in tranquillità le domeniche di sport, anche quando gli animi dei tifosi avversari non erano dei più distesi. All’amministrazione comunale, al Sindaco Cosmo Mitrano, alla Dirigente Annamaria De Filippis e al Delegato allo sport Gigi Ridolfi, che hanno sempre mostrato una grande sensibilità nei confronti di tutte le problematiche e le necessità emerse durante tutto il periodo di campionato. Alla Dirigenza tutta e in particolare il mio amico Antonio Di Biagio, presente in ogni dove e in ogni quando, con il quale abbiamo condiviso momenti emozionanti e tristi come questo e, chiudo, che ci ha visto soffrire per l’epilogo di questo campionato.
Ringraziamenti tutti di fine campionato, sì perché ritengo che ormai, il campionato, quello delle 34 partite giocate, comunque vada sia da considerarsi finito.
Auguri a tutti di Buona Pasqua.
Marco Crocco

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