Il pensiero di Erasmo Lombardi Di Perna dopo la rinuncia del Gaeta Sporting Club

Nel 50° Anniversario dalla fondazione, lo Sporting Club Gaeta e la Pallamano Gaetana gettano la spugna, inesorabilmente fiaccati e (forse, ma non credo, conoscendo il Presidente Antetomaso e i suoi collaboratori) demotivati dagli eventi che li hanno sfrattati dalla nostra città da ormai quasi 20 anni, in un errare itinerante che li ha portati in giro per tutta la Provincia pontina, in cerca di un impianto che ospitasse in maniera degna le partite del massimo Campionato Nazionale.
Quando penso alla Pallamano penso agli anni ’70, motore di un’epoca irripetibile, ricca di entusiasmo, di giovani che volevano cambiare il mondo, di un manipolo di volenterosi che il campo, all’aperto, se lo costruirono da soli, e a noi bambini dell’epoca quel campo, proprio di fronte allo Stadio Riciniello, ci sembrava meraviglioso, bellissimo, un catino ribollente di passione dove non c’era nemmeno una tribuna per sedersi ma tantissimo entusiasmo per il “nuovo” sport che vedeva Gaeta tra le città protagoniste a livello nazionale.
E penso poi agli squadroni sfidati sotto il “tendone” nel corso degli anni: Nazionale Sovietica, Benfica, Cividin Trieste, Ortigia Siracusa, Edilarte Conversano, Volani Rovereto, Forst Bressanone.
Quello che è successo attraverso gli anni – tanti, troppi – e le responsabilità delle Amministrazioni che si sono succedute, purtroppo lo sappiamo tutti.
I rimpalli della politica e della burocrazia, una collocazione urbanistica discutibile e a mio avviso di difficile sostenibilità, le risorse economiche di difficile reperibilità – e per ultimo il Covid – hanno inesorabilmente dilatato i tempi e allungato la vita di un malato terminale, l’orribile “Palaghiaccio”, così definito da una straordinaria intuizione del mio amico Giampiero Armenio, che nella sua carriera di Arbitro di Serie A palazzetti ne ha visti centinaia, anche in paesini sperduti, che dopo aver assistito ai fasti di Pavel Jurina e tantissimi altri straordinari campioni, di cui tanti gaetani, assiste adesso muto e quasi incredulo al lancio della spugna da parte della Società.
Chiudo con una immagine romantica, proprio del 1970: il primo campo dello Sporting Club, pieno di tifosi stoicamente all’impiedi, costruito proprio dai Soci fondatori e dai “ragazzi” della squadra, che iniziarono un’avventura esaltante che nel corso degli anni spesso non è stata ripagata con l’affetto e l’attenzione che avrebbe meritato.
Della serie: si stava meglio quando si stava peggio 🤾‍♂️❤️😢
Foto Tratta dal libro di Salvatore Taccone sulla storia della Pallamano a Gaeta 📸

dal profilo facebook di erasm lombardi di perna

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