Dopo numerose sfide atletiche accettate in questi anni da Paolo Lancerin, atleta originario di Bassano del Grappa, è arrivata quella targata 2019, ovvero correre la Maratona delle Dolomiti, competizione ciclistica di 138 kilometri con 4200 metri di dislivello. Lancerin, sperlongano d’adozione, che con sua moglie Laura gestisce il famosissimo Antico Caffè Trani, sito nella piazzetta del cento storico della città pontina, racconta che la prima gara nella gara: “è quella di avere un pettorale, poi si inizia a pedalare e ti accorgi da subito perché questa viene definita una gara unica per bellezza dei paesaggi, motivo per il quale non è poi così facile parteciparvi, infatti le richieste sono elevatissime” (32000 per 9000 posti disponibili). In effetti questa Maratona è seguitissima da appassionati sia di sport che di ambiente, proprio per lo straordinario panorama. “L’organizzazione è a dir poco perfetta – continua l’atleta – ed io che mi occupo anche di questo, visto che sono tra i fondatori e organizzatori della Corrisperlonga e della Sperlonga Bike, me ne sono reso conto subito”. Insomma una competizione molto quotata e che chiama a raccolta diversi atleti e appassionati del genere. Per quanto riguarda poi la gara in se Paolo Lancerin dice: “Per cominciare non c’è un metro di pianura, si comincia subito con il passo Campolongo per poi fare il Pordoi, il Sella, Gardena e il Giau, quest’ultimo è una salita di 10 km con pendenze che vanno dal 10% al 15% e che si può definire solo come interminabile. Si chiude poi con Falzarego. Sono nomi – continua Lancerin – che fanno venire in mente tappe del giro d’Italia epiche; dopo le salite, le discese sono altrettanto impegnative da gestire con calma e lucidità; devo dire che amo le lunghe distanze, gare come maratone, ironman, 100km di corsa dove oltre la preparazione fisica serve molto anche quelle mentale; ma questo è il mio territorio, dove mi trovo a mio agio, perché riesco ad affrontarlo sempre con lo spirito giusto; riesco a finirle, chiuderle, con le proprie forze, senza prendere scorciatoie che nel nostro mondo purtroppo sono all’ordine del giorno. Ecco questo è un messaggio che vorrei lanciare, sopratutto ai ragazzi: uscite, nuotate, pedalate, correte, insomma fate dello sport, che nella vita vi porterà sicuramente benefici, ma fatelo senza barare”. L’atleta, residente oramai a Sperlonga da tantissimi anni, ha chiuso la straordinaria competizione delle Dolomiti in 7 ore e 23 minuti, classificandosi al numero 2001 del ranking, augurando a tutti quelli che amano il ciclismo di poter partecipare una volta a questa gara.
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